Prendere un cane? Si, ma perchè?

Molte persone pensano che per noi educatori cinofili, quelli addetti ai lavori, ogni mistero sul mondo canino sia risolto e sia tutto più facile! Vi svelo un segreto…non è così! Anzi, nel mio caso, la conoscenza ha portato ancora più dubbi e perplessità nell’annosa domanda “voglio un cane, è la scelta giusta?”

Ormai tre anni e mezzo fa è venuta a mancare la nostra Alex inaspettatamente e a soli 8 anni, è stato il mio primo cane, è stata colei che mi ha portata a essere ciò che sono ora, avevamo un legame speciale e perderla in quel modo è stato terribile. 

All’inizio non potevo assolutamente tollerare l’idea che un altro cane potesse minimamente prendere il suo posto, non ne sarebbe stato all’altezza! Pian piano la comodità di una vita senza-cane ha iniziato a farsi strada nella nostra routine: niente più passeggiate all’alba e alla sera tardi, sotto l’acqua o al gelo, massima libertà per organizzare le vacanze, feste e aperitivi con gli amici, dormire fino a tardi o passare una giornata fuori senza minimamente preoccuparsi di nulla. Anzi,mi sono presa un bel gattino visto che lo desideravo da tempo e con Alex non era stato possibile.

E poi? E poi le passeggiate in montagna non hanno più lo stesso sapore, i pomeriggi passati a casa ad annoiarsi senza avere un pretesto per uscire (piccola precisazione, sono una persona pigra!), tanti stage cinofili su argomenti interessanti che non possono essere approfonditi con il proprio cane, tante occasioni perse, nessuna coda scodinzolante pronta ad accogliermi e supportarmi e quella cuccia vuota conservata in cima ad un armadio sempre pronta a ricordarmi un affetto che non c’era più.

Quindi eccoci qua, siamo in due in famiglia ed entrambi iniziamo a sentire quella vocina nella testa che ci dice che, forse forse, è giunto il momento.

“Mah si dai, inizio a guardare gli appelli dei rifugi e delle associazioni giusto per farmi un’idea!”

Mille sguardi supplicanti e mille richieste passano sotto agli occhi, per ora sono solo ipotesi quindi guardare tutti quei potenziali cani è quasi rassicurante ma, quando trovi quello che potrebbe conquistarti, inizia la paura.

Si, la paura e le domande: “siamo veramente pronti a prenderci di nuovo questa responsabilità?”, “saremo in grado di garantirgli tutto quello di cui ha bisogno?”, “come si ripercuoterà la sua gestione sul nostro tempo e sul nostro lavoro?”, “saremo in grado di occuparcene economicamente?”, “e se non dovesse andare d’accordo con il gatto?”, “e se non fosse il cane giusto per me?”, “e se non andasse di nuovo d’accordo con i suoi simili?” “e se la paragonassi di continuo ad Ales?”, e se, e se, e se….

Passano i mesi, arriva la pandemia e passa il primo lockdown, passa l’estate. “Aspettiamo che finisca questa situazione, ci penseremo più avanti!”. Intanto gli appelli si susseguono su Facebook e quella vocina è sempre lì che sussurra.

Andiamo a vedere una cucciola arrivata dal Sud e nata in canile ma non ci convince,è di taglia piccola ed è molto timorosa, non ci sembra adatta a un contesto cittadino quindi preferiamo non rischiare e, vi confesso, è stato quasi un sollievo rinunciare ma il desiderio rimaneva.

Datemi retta, essere una persona indecisa che deve sempre valutare ogni pro e contro delle situazioni è veramente frustrante! Ammetto che stavo per abbandonare completamente l’idea perché ero stanca di cercare a vuoto…e poi?

Un messaggio su whatsapp:“Ciao Ale, mi hanno portato questa cucciola in stallo, è una rinuncia di proprietà dopo solo un giorno! È arrivata un paio di giorni fa dalla Puglia e ha già convissuto con i gatti quindi ho pensato a te, è anche una futura taglia medio- grande come la cercavate voi! Ti mando una sua foto!” Ed eccola lì, una simil pastorella maremmana bianca di 3 mesi, classico sguardo languido…andiamo a vederla!

“Però, questa volta, andiamo convinti altrimenti non ha senso continuare a cercare e far perdere tempo alle persone senza motivo!” dico a mio marito, più per rimproverare me stessa che lui.

Saliamo in macchina e ci rechiamo a casa della ragazza che l’aveva momentaneamente accolta, fuori dal nostro comune….perché questo è importante? Perché dal giorno dopo sarebbe iniziata la temuta zona rossa e ogni spostamento sarebbe stato impossibile!La decisione era da prendere al volo, senza rimuginarci ulteriormente, il rischio era quello di costringerla a un mese (minimo) di box, con tutte le conseguenze che questo può comportare su una cucciola di 4 mesi che non aveva mai conosciuto una gabbia o il canile.

Eccola lì, un po’ intimorita ma socievole, ci fa le feste e corre per il giardino inconsapevole di essere già stata abbandonata due volte nell’arco della sua breve vita.

“Dai, la prendiamo? Prendiamola!”

Ed eccoci, tutti contenti con Beta, la nostra nuova cagnolina, pronti per questa nuova avventura! È tutto pronto, a casa la sua nuova cuccia la stava aspettando, i suoi giochi e il suo nuovo compagno felino Yoshi! Lei ha già vissuto in una casa con i gatti dopo essere stata recuperata dalla strada e lui è un gatto davvero socievole, cosa potrebbe andare storto? Poi noi siamo educatori cinofili, sappiamo cosa significa avere in casa un cucciolo, sappiamo cosa fare!”

Arriviamo a casa, Beta è abbastanza a suo agio finché non vede il gatto: disastro! Lei ne ha paura quindi inizia ad abbaiare incessantemente e noi abitiamo in condominio, non solo! Abbaia a tutto ciò che non riconosce: la tv, l’anta di un mobile che si apre, un rumore fuori dalla porta, inoltre ha dei momenti in cui è assolutamente ingestibile, morde, si agita, ringhia al gatto appena entra nella stanza, ruba le calze, morde le scarpe…ovviamente a questo si aggiungono le mille pipì abbandonate per casa (quest’utlima credo fosse l’unica cosa a cui eravamo davvero preparati e non ci ha sconvolto più di tanto).

Dopo anni di vita tranquilla, di cui gli ultimi 3 senza cane e i 5 precedenti con un cane adulto che in casa non faceva altro che dormire, è stato destabilizzante! 

Il gatto rifugiato in camera da letto non voleva più saperne di farsi vedere, noi eravamo stanchi, i nostri orari stravolti e le nostre convinzioni vacillavano.

I primi 10 giorni sono stati durissimi, mi sentivo estremamente in colpa nei confronti del mio adorato Yoshi che non poteva più girare liberamente per casa, mi sentivo stanca e mi domandavo se fosse stata davvero la scelta giusta…tutti questi sentimenti negativi, ovviamente, non erano il massimo per iniziare a costruire una buona relazione con Beta.

Ammetto di aver provato empatia per quei proprietari disperati che si presentano stravolti alle puppy class lamentando che il cane morde, fa la pipì in casa, non sta mai fermo, mastica qualunque cosa e fa casino: “certo, sono cuccioli!” già…la teoria però è diversa dalla pratica! Ho iniziato a tempestare di telefonate il mio collega Simone per chiedere supporto e consiglio e mi sono sentita rispondere la stessa cosa…è stato molto frustrante ma tant’è, aveva ragione!

Mi sento in dovere, a questo punto, di spezzare una lancia a favore di Beta, che nient’altro è se non un cucciolo, tra l’altro, dei più tranquilli! È subito rimasta a casa da sola per qualche ora senza nessun problema, ha capito velocemente cosa può fare e cosa no e ha accettato di buon grado la sua nuova vita in appartamento, dopo una decina di giorni dal suo arrivo si è adattata alla nuova sistemazione e si è calmata…si è calmata talmente tanto che inizialmente pensavamo stesse male da quanto dormiva! 

Vedendola correre per i prati e giocare con gli altri cani, però, abbiamo capito che è semplicemente lei ad essere fatta così!

Sono passati due mesi da allora: è cresciuta di 6kg, non ha più quei raptus di pazzia serali che la rendevano noiosa e ingestibile, non ruba più le scarpe e ha quasi smesso di mangiarsi le calze, lei e Yoshi sono un’associazione a delinquere nella richiesta di cibo, hanno cominciato a giocare insieme e lei non gli abbaia più, anzi, quando non lo vede per qualche ora va a fargli le feste (non troppo gradite ma tollerate).Abbiamo usato le nostre conoscenze,è vero, ma quello che più ci è servito è stata la pazienza, la coerenza e, soprattutto, il tempo per adattarci gli uni agli altri in modo tale da trovare la serenità necessaria per iniziare a costruire la nostra relazione. Siamo anche riusciti ad andare in montagna, con tantissima neve…e quelle passeggiate hanno di nuovo quel sapore e quel calore di una volta.

Di Alessandra Colligiani – Educatore Cinofilo

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